# 12 – Gennaio 2018

Il N. 12 è on-line! ➡


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Lettera autografa di Giovanni Gentile (1930)

Massimiliano Polselli

La lettera inedita di Giovanni Gentile rinvenuta da Consecutio Temporum evidenzia il rapporto tra individuo e società che, in Gentile, è già mediato dalla filosofia, la quale è proprio ciò che permette di meglio guadagnare il senso profondo dei problemi, e di additare sicure soluzioni. In una lettera del settembre 1894 al siciliano, Jaja scriveva: «La società nostra par malata. E certo sana non è. Ma la sua malsania, la scienza lo assicura, è l’eterna malsania di tutti i tempi e luoghi, sempre vinta e curata in una forma, sempre rinascente da curare in forme nuove e migliori. E dov’è il rimedio? Continua a leggere

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L’animale che parla e la (im)possibilità d’immanenza

Pasquale Amato

 

 

Si leva un canto, ora si avvicina ora si allontana. La stessa cosa accade sul piano di immanenza: molteplicità lo popolano, singolarità entrano in connessione, processi o divenire si sviluppano, intensità salgono o discendono.
[Gilles Deleuze, Pourparler, Quodlibet, Macerata 2014, p. 195]

 

 

1. Con Deleuze

1.0. Gli Storytelling su Deleuze

Leggere Deleuze è faticoso. Fatica protratta e, a volte, poco ricompensata. In sottofondo, le articolate connessioni tra teorie filosofiche classiche, rivisitate ed emendate a comporre tesi originali, con una scrittura “compressa”, difficile, mai accomodante, provocatoria, colta e strafottente. In più, intuibili tra le righe, nozioni matematiche, leggi della fisica e altri complementi, che dimostrano un’attenzione aperta e interessi allargati, e pretendono una competenza del lettore a ben vedere non ovvia. L’impulso a desistere mi accompagna anche ora.

Il testo di Deleuze si presenta come un labirinto di premesse inespresse, parole inattese, movimenti poco assecondabili, i quali potrebbero indurre all’abbandono del tentativo di dare un’intelligibilità al testo deleuziano usando come alibi la sua mancanza di chiarezza, la complessità gratuita e l’oscurità delle fonti direttamente o indirettamente citate.[1] Continua a leggere

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Alcune riflessioni post-moderne circa le quattro aporie Hegeliane che si risolvono in un Nulla di fatto o di fatto nel Nulla

Massimiliano Polselli

Iniziando senza preamboli riguardo la prima questione del Divenire senza la Negazione, orbene sia l’Intelletto che il Divenire in quanto mediazione (pensiero speculativo che il solo Divenire non può garantire), non possono non prescindere dal movimento dialettico Essere-Nulla-Divenire, cioè dalla Negazione: la quale essa sola fonda il Divenire dialettico o storico o materialismo dialettico e quindi l’esserci. Si ricordano qui le contraddizioni del ragionamento Storicistico-Fenomenologico-Attualista sulle tre categorie astratte Essere-Nulla-Divenire. Infatti Burbidge et al., rischiano di reduplicare all’infinito il Cominciamento hegeliano nel senso che si ha Divenire-Essere-Nulla ed un Intelletto che pone in sé un’ attività separante e dialettica (rapsodica) a prescindere dal Divenire-Essere-Nulla originari. Facendo altresì derivare dal primo Divenire un secondo Divenire, dall’Essere un secondo essere, dal Nulla un seconda forza negativa, ponendo le basi per una seconda pseudo o cripto dialettica.

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Spunti e appunti su un progetto di sistema

Luca Giannini

PRIMA SEZIONE

Evoluzione della negazione che è essere in Hegel – chiarimenti del passaggio aporetico: essere-nulla-divenire. Ossia metacritica alla critica della negazione come astratta della negazione assoluta nella logica dell’essere a partire dal “Commentario della logica dell’essere” di André Leonard

Nella presente Prima Sezione del progetto di ricerca si tenta di esporre come ipotesi di studio, rispetto alle ultime interpretazioni sul tema della Negazione nella Logica Hegeliana a partire dal “Cominciamento”, come: non sia il Pensiero che si avvale del senso della negazione e contraddizione basato su di una illegittima e regressiva ontologizzazione reificazione del linguaggio che produce una negazione assoluta, ma al contrario che si tratti di una ri-messa in gioco attiva e performante dell’autocoscienza assoluta (in quanto Sostanza come da esito Fenomenologico) che si scopre dover di nuovo uscire fuori da se nella considerazione di superare il momento ancora mai veramente tolto ma solo rimosso dell’altro come universalità e totalità e dell’altro come oggettività o Essere. Continua a leggere

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La Logica dei Tempi – Antropologia e Matematica: la questione insuperabile dell’Uomo

Giorgio Fabretti

Premessa

Il tema di questo breve saggio è una riflessione per il decennale della pubblicazione della “Teoria del Tutto come algoritmo di un Reale Logico operativo a base tempo astratto, che superi la dicotomia soggettivo/oggettivo in una sintesi “relazionale” (a partire dal Neodarwinismo, Einstein, J.A. Wheeler e Wigner).
L’argomentazione filosofica che segue è costruita sulla base del codice Dna “selezione naturale logica” oltre i limiti dell’empirismo e del fisicalismo, per una visione unitaria del Reale oltre le Teorie del Big Bang e delle Stringhe, dallo Spaziotempo oggettivo al Tempospazio matematico. Continua a leggere

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Lettera autografa originale di Giovanni Gentile (1930)

NUOVA ACQUISIZIONE di Consecutio Temporum – Associazione Culturale Thesis

Lettera autografa originale di Giovanni Gentile (1930)

RINVENIMENTO ECCEZIONALE!!!
Nel prossimo numero di ConsecutioTemporum.it (Giugno 2017):
presentazione e commento di Massimiliano Polselli

Il direttore responsabile

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Aristotele, “De Anima”, II 5 – Due interpretazioni: Sorabji e Burnyeat

Pasquale Amato

Premessa

Il capitolo II 5 del De Anima è stato oggetto di un ampio dibattito ermeneutico culminato, negli anni 90, in numerose diverse proposte di lettura. Prenderemo in considerazione, qui, le argomentazioni di Richard Sorabji e Myles F. Burnyeat, due dei pensatori che più significativamente hanno dato impulso alla discussione.

È importante premettere che le diverse teorie prendono sostanzialmente spunto dal brano che, all’inizio del II 5, definisce la percezione come “una certa alterazione”, e in particolare dal duplice significato attribuibile, in greco ma anche nella traduzione italiana, al termine tis. Continua a leggere

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Considerazioni di storiografia filosofica sulla Philosophische Praxis

Paolo Calandruccio  

 
 

 

Il panorama contemporaneo sulla Philosophische Praxis, approssimativamente tradotto in italiano con consulenza filosofica, vanta numerose declinazioni definitorie che, comunque sia, orbitano intorno al fulcro del filosofare in quanto attuazione del sapere filosofico, in questioni che riguardano intimamente singoli individui o «gruppi» di persone. La proliferazione di corsi universitari e post-universitari (accademici e non) su questa branca della filosofia ha portato, ad oggi, ad un riconoscimento oggettivo e accademico – a livello globale, dove più dove meno – della Philosophische Praxis. Continua a leggere

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La sovranità delle voci – Il testo come trama dialogica del senso in Bachtin

Giuseppe D’Acunto

«Tutte le parole […]
sono parola altrui»*

  1. Il testo come enunciazione

Per una prima approssimazione alla nozione di testo, di cui dispone Bachtin, partiamo dal prendere in esame il suo saggio: Il problema del testo nella linguistica, nella filologia e nelle altre scienze umane1. E ciò, innanzi tutto, perché tale saggio sviluppa un’«analisi filosofica» che non attiene a nessuna disciplina specifica, ma che si muove «in sfere di confine, alla frontiera cioè di tutte le discipline suddette [linguistica, filologia, teoria della letteratura], nei loro punti d’incontro e d’intersezione»2.

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