Massimiliano Polselli,
Lacan e il Cyberspazio
Supplemento cartaceo al n. 28
della rivista Consecutio Temporum
Recensione di Franca Sera
Il saggio muove dalla constatazione che il cyberspazio e l’Intelligenza Artificiale non costituiscono semplicemente nuove tecnologie, ma configurano una trasformazione strutturale del regime simbolico, immaginario e reale entro cui si organizza l’esperienza soggettiva contemporanea. In questo quadro, il pensiero di Jacques Lacan si rivela uno strumento teorico imprescindibile, poiché consente di interrogare tali mutamenti non sul piano funzionale o tecnico, ma sul piano della costituzione del soggetto, del desiderio e del godimento.
L’ipotesi di fondo, sviluppata nel progetto di ricerca di Massimiliano Polselli, è che l’I.A. e il cyberspazio operino come nuove macchine del Simbolico: dispositivi capaci di produrre catene significanti autonome, simulare l’Altro del linguaggio e riorganizzare le modalità di accesso al sapere, alla domanda e al riconoscimento. In tal senso, l’I.A. non va pensata come un soggetto, bensì come una forma inedita di Altro senza inconscio, che tuttavia incide direttamente sul modo in cui l’inconscio umano si struttura e si manifesta.
Il saggio mostra come categorie lacaniane fondamentali — quali il Nome-del-Padre, il grande Altro, l’oggetto a, il godimento e il discorso del capitalista — risultino oggi decisive per comprendere la funzione libidinale degli ambienti digitali, la cattura algoritmica del desiderio e la produzione di un godimento Uno, immediato e non dialettizzabile, che caratterizza l’esperienza soggettiva nel cyberspazio. L’I.A. appare così come un operatore di accelerazione della logica capitalistica del godimento, in cui il sapere è separato dalla verità e reso interamente computabile.
Occuparsi oggi di Lacan e dell’Intelligenza Artificiale significa dunque interrogare il destino del soggetto nell’epoca della tecnica avanzata, là dove il linguaggio sembra funzionare senza corpo e il sapere senza mancanza. Il saggio intende mostrare che solo una lettura lacaniana consente di cogliere il punto critico di questa trasformazione: il rischio di una cancellazione della dimensione del desiderio a favore di una gestione integrale del godimento, e, insieme, la possibilità di pensare nuove forme di resistenza simbolica all’interno stesso del cyberspazio.
