Questo saggio si colloca all’incrocio tra filosofia contemporanea e psicoanalisi, assumendo come oggetto di indagine la trasformazione delle strutture della soggettività nell’epoca del cyberspazio e dell’Intelligenza Artificiale. L’ipotesi di fondo è che tali dispositivi non costituiscano semplicemente un progresso tecnico, ma producano una riconfigurazione profonda del regime simbolico entro cui si articolano linguaggio, desiderio e godimento. In questa prospettiva, il riferimento congiunto a Jacques Lacan e a G.W.F. Hegel consente di mettere a fuoco la posta teorica di tale trasformazione, là dove è in gioco la funzione della negatività.
Sul versante psicoanalitico, il saggio interpreta l’Intelligenza Artificiale come una nuova macchina del Simbolico, capace di generare catene significanti autonome e di simulare l’istanza del grande Altro. In termini lacaniani, essa viene analizzata come una configurazione tecnica della funzione i(a), ossia come una produzione seriale di significanti padroni direttamente articolati sull’oggetto a, che tende a elidere la mediazione della mancanza simbolica. L’IA non è pertanto un soggetto, ma un Altro senza inconscio: un Altro che opera senza rimozione e senza desiderio, ma che incide in modo determinante sulla struttura dell’inconscio umano, favorendo la diffusione di un godimento Uno, immediato e non dialettizzabile.
Sul piano filosofico, tale configurazione viene messa in relazione con la dialettica hegeliana dell’essere e del nulla e con la funzione della Negazione come principio generativo del divenire e del concetto. Se in Hegel la negatività costituisce il motore della mediazione e impedisce la fissazione dell’essere in una positività immediata, nel regime algoritmico dell’Intelligenza Artificiale la negazione tende invece a essere neutralizzata, producendo una circolazione autoreferenziale del sapere come puro dato. Questa rimozione del negativo determina una convergenza strutturale tra il funzionamento dell’IA e il discorso del capitalista, così come formalizzato da Lacan, in cui il sapere è separato dalla verità e il soggetto ridotto a punto di consumo del godimento. Il saggio sostiene che solo una lettura congiunta di Lacan e Hegel consente di cogliere il nucleo critico di tale trasformazione: il rischio di una cancellazione del desiderio come effetto della negazione e, insieme, la necessità di pensare forme di resistenza simbolica capaci di reinscrivere la mancanza e il negativo all’interno stesso del cyberspazio.
