Massimiliano Polselli
“Si è detto prima che nella doppia circolarità ascensiva e discensiva dello Spirito già compare in una sorta di duplice e opposta circolarità la “negazione”, come una dimensione ombra nella forma circolare veritativa di Hegel … un doppio sguardo nella sfera unica circolare hegeliana. La negazione appare come imperante e sovradeterminata anche rispetto alle varie tappe dello stesso negativo che Hegel distribuisce nel tragitto dialettico: come se Hegel medesimo affermasse che a questo punto si potrebbe negare ciò che egli stesso avrebbe tracciato… Proprio per questa diplopìa in quanto visione generale oppositiva della doppia circolarità strutturale dello spirito, ecco apparire un andamento-di-contro ad un contro-andamento: lo spirito discende, mentre la coscienza si eleva. Ma in questo legame d’opposizione essenziale (ascensivo-discensivo), sta la contraddizione fattasi carne in questo salire e scendere in seno alla realtà del Nulla…”
“Dunque se lo Spirito è il rapporto con l’Altro nel divenire se stessi, ossia mediante l’Altro il divenire Autocoscienza incondizionata, assoluta, sintesi di Sé con l’Altro da Sé, orbene se lo Spirito è questo a tutte le dimensioni della Logica, della Natura (inorganica ed organica), fino alla vita passando per le latitudini familistico-private a quelle oggettive sociali-statuali, transitando per l’ economico, e attraversando fin dentro le esperienze umane più alte ovvero arte, religione, filosofia, ebbene tutte queste province dell’essere corrispondono a diversi gradi dell’affermarsi o meno di una soggettività assoluta, e quindi circolare.”
“Il cuore della dialettica è la negazione o contraddizione. Ma fin tanto che quella determinazione particolare-naturale rimarrà in un ambito esclusivo, repulsivo nei confronti della dimensione universale del vettore immanente, del principio dell’auto-movimento dello Spirito in quanto identità con sé, nel momento in cui appunto la coscienza si pone come tale soltanto mediante l’altro da sé, è chiaro che venendo meno l’altro da sé la sua identità già immediatamente così povera, fragile e gracile crollerà e si rovescerà nel suo opposto. E questo suo opposto si tramuterà in potenza estraniata o eteronoma, tanto che alla fine soccomberà, e vedrà quella stessa potenza ritorcesi contro.”
“il motore di tale movimento e divenire dialettico è la negazione: ossia la contraddizione. Hegel per mostrare chiaramente che il movimento dialettico è ab intra ossia è nelle cose stesse, come filigrana ed ordito stesso del reale, per affermare questo Hegel dovrà sbarazzarsi del principio di identità e di non-contraddizione aristotelico, mutandolo da principio di non-contraddizione (laddove è interdetta la possibilità persino di pensare la contraddizione) a principio necessariamente della contraddizione. Abrogando quel principio stesso con il principio dell’identità degli opposti. Affermare che il soggetto di un predicato possa essere allo stesso tempo predicato e non predicato di qualcosa, sotto la stessa frazione di tempo e luogo spaziale, sarebbe stato un paradosso inaggirabile.”
Ossia è impossibile che una stessa cosa appartenga e non appartenga allo stesso tempo e sotto il medesimo aspetto ad una medesima cosa. E per fare questo Hegel commette una delle più grandi trasgressioni del pensiero occidentale (forse la più grande!) nei confronti dello stagirita. … Continua a leggere…